E' un attimo, quando svolto per me è un momento, penso ad una cosa, ripenso, cerco di capire e magari passano anni ma poi...zac! La svolta. Ora non so bene se questa mai ultima decisione personale di rinuncia alla carne, che per adesso non include ancora i poveri pesci, sarà definitiva. Però capisco che cosa l'ha mossa; infatti prima era il senso ecologico dei costi correlati al mantenimento del bestiame intensivo ed allora mi son guardata attorno nella speranza di trovare della carne biologica, però poi il problema è diventato etico. Mi sono informata ed ho scoperto l'acqua calda, ovvero che tutti i quadrupedi vengono macellati entro l'anno di età e che le procedure sanitarie per la mcellazione mi fanno venire la pelle d'oca...ah ecco dimenticavo i pennuti anche loro abbastanza nei guai. E se penso a quante volte ho preferito il manzo al vitello nell'illusione di una scelta più giusta che non avvantaggi la macellazione dei cuccioli, forse un po' mi vergogno per l'ignoranza, un manzo di un anno non è forse un cucciolone? Da poco quindi ho cominciato a pensare all'alternativa, la variante al mio toast serale al prosciutto, conseguenza dell'orario di lavoro, e con piacere ho trovato delle varianti gustose e che sto studiando e che vorrei conoscere di più. Certo che sinceramente nemmeno della soia mi fido troppo, lei sarà pure un vegetale amico, ma la sua indole OGM mi spaventa di più degli ormoni nella carne...ma la fortuna di conoscere altri erbivori convinti mi ha portata a curiosare un sito al quale vorrei appoggiarmi per ordini di alimenti alternativi alla carne, prodotti che però con lucidità io non riesco proprio a chiamare "bistecche vegeteli" http://www.armoniaebonta.it/home.asp
E infine una domanda che da anni mi pongo e che mi fece il mio prof. dell'Università: E' più importante come vive un animale o come muore? Egli sosteneva che fosse più importante le qualità della vita. Io invece non riesco proprio a scegliere.
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Il blog: un'idea
l'idea del blog è quella di partire dal nostro GAS, ed espanderci a macchia d'olio, in ogni direzione, sperimentando l'evoluzione naturale dei contenuti tramite la partecipazione, del GAS e di tutti. the web it's free open and it's alive!
Az. Agr. "Il Filo d'Erba": se pò fà ?
Ero concentrato nel trovare un produttore di candele biologiche (senza schifezze chimiche sintentiche nda) e mi sono imbattuto nel sito di questo produttore:
"Il Filo d'Erba"
Ho scoperto che sono un'azienda agricola che produce biologicamente (certificati) una vasta gamma di prodotti, dalle carni, alle verdure, alle mie tanto ricercate candele.
Mi è parso un argomento interessante da sottoporvi, sia dal punto di vista commerciale (tipo carni o appunto miele e candele), che da quello etico, la mia impressione infatti è che investano sul biologico sia come cultura che come educazione, ma anche come scienza. una scelta culturale a 360° mi pare.
Un però, nasce dal fattore distanza: se non ho inteso male, sono situati in zona Padova, per cui scarsamente a km 0. Allora, cosa ne pensate?. Continua a leggere!
"Il Filo d'Erba"
Ho scoperto che sono un'azienda agricola che produce biologicamente (certificati) una vasta gamma di prodotti, dalle carni, alle verdure, alle mie tanto ricercate candele.
Mi è parso un argomento interessante da sottoporvi, sia dal punto di vista commerciale (tipo carni o appunto miele e candele), che da quello etico, la mia impressione infatti è che investano sul biologico sia come cultura che come educazione, ma anche come scienza. una scelta culturale a 360° mi pare.
Un però, nasce dal fattore distanza: se non ho inteso male, sono situati in zona Padova, per cui scarsamente a km 0. Allora, cosa ne pensate?. Continua a leggere!
Pigrizia e piatti: rivoluzione bio?
La lotta è serrata. Lo stomaco brontola, le papille fremono.La mano, però non riesce ad allungarsi verso l'anta che conserva i piatti. Sa già che sfiorare la maniglia vuol dire lavare ... un pò come chi rompe paga. Allora lo stimolo riprende con forza, la salivazione aumenta, preferisci sbavare con la pozza sotto ai piedi che cola sui mobilil della cucina che solo pensare di lavare i piatti . Stai per cedere, rassegnato, quando un fulmine a ciel sereno ti cambia la giornata: ma .... un kebab? no scherzo, questo è il momento in cui dai più reconditi antri delle cucine spuntano i favolosi piatti usa-e-getta! Ma a questo punto ci si chiede: meglio in plastica o meglio in materiale biodegradabile?. Potrebbe non essere una risposta così scontata. I pro e i contro che mi vengono in mente sono:
PRO:
La plastica, se le vettovaglie sono prese da un produttore "giusto", è già il riciclo di altra plastica e farà la medesima fine; i biodegradabili, come suggerisce il nome, si decomporranno in qualche centro di compostaggio o in qualche campo.
CONTRO:
Probabilmente la plastica non viene riciclata al 100% c'è sempre una piccola parte che viene bruciata e prodotta (oil non-free); i biodegradabili richiedono materie prime, come magari cellulosa o mais che magari richiedono più costi "ambientali" rispetto a quella parte di plastica non riciclata.
CONTRO (bis):
Non tutti i piatti di plastica possono andare nel forno a microonde (che potrebbe non essere bio, ma questa è un'altra storia, siamo i pigri qui no?) mentre ormai molti in materiali biodegradabili vanno anche in forno...
l'unico sito che ho trovato cercando al volo in rete è:
http://www.zemaonline.com/zemaonline_IT/index.htm
che come informazioni dei loro prodotti sembra interessante, almeno per avere un'idea.
Per ora, in mancanza di altre informazioni, che comunque cercherò di catturare al più presto seguendo poi le nostre linee guida, la bilancia pende per i biodegradabili ... il dubbio rimane ancora, ma con la consapevolezza che, senza la pigrizia, non ci sarebbe stato questo nuovo impulso verde ... che sia da lezione?. Continua a leggere!
PRO:
La plastica, se le vettovaglie sono prese da un produttore "giusto", è già il riciclo di altra plastica e farà la medesima fine; i biodegradabili, come suggerisce il nome, si decomporranno in qualche centro di compostaggio o in qualche campo.
CONTRO:
Probabilmente la plastica non viene riciclata al 100% c'è sempre una piccola parte che viene bruciata e prodotta (oil non-free); i biodegradabili richiedono materie prime, come magari cellulosa o mais che magari richiedono più costi "ambientali" rispetto a quella parte di plastica non riciclata.
CONTRO (bis):
Non tutti i piatti di plastica possono andare nel forno a microonde (che potrebbe non essere bio, ma questa è un'altra storia, siamo i pigri qui no?) mentre ormai molti in materiali biodegradabili vanno anche in forno...
l'unico sito che ho trovato cercando al volo in rete è:
http://www.zemaonline.com/zemaonline_IT/index.htm
che come informazioni dei loro prodotti sembra interessante, almeno per avere un'idea.
Per ora, in mancanza di altre informazioni, che comunque cercherò di catturare al più presto seguendo poi le nostre linee guida, la bilancia pende per i biodegradabili ... il dubbio rimane ancora, ma con la consapevolezza che, senza la pigrizia, non ci sarebbe stato questo nuovo impulso verde ... che sia da lezione?. Continua a leggere!
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